Il sole in casa

Per una corretta crescita delle nostre piante è necessario una adeguata quantità di luce. Quando si intraprende una coltivazione al chiuso è necessario conoscere a fondo le esigenze delle nostre piante e le diverse caratteristiche delle lampade presenti sul mercato. Quello che ci interessa conoscere nello specifico sono la quantità di lumen prodotti, lo spettro della luce emanato, il consumo energetico e il calore che viene generato.

Luce divisa nelle diverse lunghezze d'onda nel passaggio in un prisma in luce PAR
Scomposizione della luce nel passaggio in un prisma

Come sulla copertina del celebre album

'The dark side of the moon' dei Pink Floyd vediamo cosa accade alla luce quando passa attraverso un prisma: la luce detta "bianca", ovvero lo spettro totale di luce che arriva dal sole, viene scomposto in più lunghezze d'onda, o più semplicemente tonalità, questo poiché in funzione di essa i fotoni vengono rifratti ad angoli differenti nel passaggio attraverso il solido. 

 

Possiamo vedere in foto che non tutta la luce risulta visibile all'occhio umano, la porzione ultravioletta e infrarossa, ovvero gli estremi, non vengono percepite affatto. La fascia visibile contiene anche quella necessaria alle nostre piante, la cosidetta PAR (Photosynthetically Active Radiation), o radiazione fotosinteticamente attiva, ed è caratterizzata dai toni di blu/azzurro e arancione/rosso (il verde è completamente riflesso dalle piante).

 

In relazione alla genetica coltivata, ed allo stato di crescita ogni pianta necessità di tutto lo spettro PAR in differenti proporzioni: solitamente nella fase iniziale di germinazione/vegetativa si predilige uno spettro più 'freddo', al contrario in fase di fioritura/fruttificazione si suol somministrare spettri più 'caldi'. Di seguito analizziamo le lampade per coltivare indoor presenti sul mercato.


Tipologie di lampade per coltivazione indoor

 

CFL - Basso consumo:

 

Le lampade fluorescenti al neon sono valide alleate nelle fasi di germinazione, taleaggio e inizio vegetativa in tutti i sistemi di coltivazione al chiuso. Nei casi di minor disponibilità di spazio diventano l'unica soluzione per poter conseguire un intero ciclo produttivo, questo grazie alla grande efficienza di queste lampade, che consente di tramutare la maggior parte di energia elettrica in luce e solo pochissima di essa in calore, rendendola ideale nelle Growbox più piccole.

 

Sono disponibili in tre gradazioni:

Germinazione/Vegetativa 6400°K

Fioritura 2700°K

Agro 2100°K


 

Lampade a scarica HPS ed MH:

 

Ad oggi le lampade a scarica ad alta pressione di sodio ed alogenuri di metalli sono le uniche a poter garantire una irradiazione completa dello spettro PAR, ovvero son le più fedeli alla naturale irradiazione del sole.

Le HPS, con il loro caratteristico color arancione, sono specifiche per la fioritura, mentre in vegetativa si utilizzano le lampade ai vapori di mercurio (MH) dalle sfumature azzurrine/verdognole.

Questi tipi di lampada sono conosciute per il forte calore sviluppato, in alcuni casi è necessario inserirle in appositi riflettori raffreddati, obbligatori nelle grow box più piccole o per coltivazioni estive.


Lampada CFL basso consumo, per germinazione ed inizio vegetativa. Adatta anche per l'attecchimento delle radici in talee, taleaggio e clonazione
Lampada HPS, High Pressure Sodium Lamps. Lampada a scarica al sodio alta pressione. Indicata per la fase di fioritura delle piante in coltivazione indoor.

Lampada LED, Light Emitting Diode. Cultilite o Cultiled è leader del settore illuminazione per coltivazioni a LED. Adatta per l'intero ciclo di produzione, dalla germinazione al raccolto.

 

Lampade a LED:

 

L'ultimo ritrovato della tecnica nel campo dell'illuminazione agricola è sicuramente il LED (Light Emitting Diode). Rappresenta un ottimo compromesso tra lo spettro di luce emesso dalle HPS e la scarsa produzione di calore delle CFL.

L'aspetto più attraente è sicuramente il risparmio energetico che questa lampada garantisce. I modelli più avanzati permetto di effettuare programmazioni al fine di ricreare l'effetto alba/tramonto, e perfino di impostare lo spettro di luce emessa in relazione al periodo di crescita delle piante coltivate.

La nota dolente la si riscontra nella spesa superiore che ci si ritrova a dover affrontare inizialmente, ma è anche vero che questo investimento lo si recupera molto velocemente se si vanno a sommare i risparmi sulla bolletta elettrica e la vita media nettamente superiore rispetto alle sue concorrenti, che mediamente perdono efficienza linearmente per un massimo di 1.400 ore di servizio, mentre un buon LED come ad esempio la CULTILITE in foto può tranquillamente arrivare a 5.000 ore di esercizio (c.a. 5 anni) con un decadimento minimo.


I MARCHI TRATTATI:

Cultilite - Cultiled - CultiLEDs - Phytolite - PhytoLEDs - Sylvania - Growlux - Philips - Osram - Venture - Lumatek - Eti - T3M - BLT - Cooltube - Adjust A Wings - Gavita - Lampade al Plasma

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